"Licenziamo Renzi". Il sindacalismo di base in piazza contro Austerity e Jobs act
24/10/2014 fabio sebastiani “controlacrisi.org”
Presidi e cortei in tutte le regioni d’Italia con ben 27
appuntamenti, adesioni allo sciopero che nei trasporti ha registrato un valore
medio del 60%, partecipazione di studenti, disoccupati e movimenti per il
diritto all’abitare, delegazioni di lavoratori delle più importanti vertenze in
atto in questo momento e una presenza attiva alle mobilitazioni che, a detta
degli organizzatori, ha sfiorato le centomila presenze.
E’ questa la scheda del primo sciopero generale contro il Governo Renzi. Uno
sciopero generale che porta la firma di Usb, Orsa, Cib-Unicobas,
"Licenziamo il Governo per giusta causa". "Abbiamo chiamato i
lavoratori e loro hanno risposto – dichiara Pier Paolo Leonardi - c'è chi fa le
passeggiate e chi fa le lotte. Si sta distruggendo il presente ed il futuro di
questo Paese", ha aggiunto.
A causa
dell'adesione allo sciopero nazionale, la compagnia aerea spagnola Vueling ha
improvvisamente cancellato oggi 25 dei 38 voli in partenza e 24 di quelli in
arrivo che assicura ogni giorno dall'aeroporto di Fiumicino. Inevitabili
pesanti disagi per i passeggeri che, a quanto hanno riferito, non sono
stati avvisati, come pure le altre strutture del Leonardo da Vinci. Disagi nei
voli anche a Palermo.
"Forte la risposta nella prima fascia di sciopero nel settore dei
Trasporti - si legge in un comunicato Usb - con una media nazionale del 60% di
adesione. Il 100% ha scioperato a Napoli in tutte le società del tpl, con una
media del 60% nelle aziende della regione Campania. A Trento sciopera il 90%. A
Bologna e Forlì fermi il 70% dei bus; il 50% a Reggio Emilia; a Rimini,
Cesena e Ferrara oltre il 40%. Soppresso il 90% dei treni regionali in
Emilia Romagna. A Roma bloccati il 70% dei bus; metro A e B rallentate e
ferma la Roma-Giardinetti. Adesione al 30% nel Cotral del Lazio. A
Venezia fermo il 70% del trasporto urbano ed extraurbano; a Verona, Sala SCC,
50% degli operatori in sciopero, con ripercussioni in tutto il traffico
ferroviario del Veneto. In Friuli, media del 40%. Fermo il tpl extraurbano in
Sicilia. Si rammenta che la Torino e a Perugia lo sciopero è stato impedito
dalla Commissione di Garanzia, con la motivazione del concomitante svolgimento
del “Salone del Gusto” e di “Eurochocholate”.
A Roma, ad aprire il corteo sono stati i lavoratori Meridiana,
applauditissimi, che stanno rischiando un taglio di 1.400 posti di lavoro.
Molto folta la presenza dei vigili del fuoco e di alcune situazioni di lotta
come gli addetti “Canados”. Un corteo "unitario", dove non ci sono
gli altri sindacati "ma ci sono lavoratori, precari, disoccupati, studenti
e occupanti di case". Al corteo nella capitale ha partecipato il
segretario del Prc Paolo Ferrero.
A Bologna sul camioncino che apre il corteo compare un fantoccio con la faccia
del premier Matteo Renzi e la scritta "scemo" incollata sul petto. Il
fantoccio è stato lasciato poi nel cortile della sede di Unindustria.
"Oggi si sciopera, non si fa finta e non si fa una passeggiata". I
manifestanti, circa 800, sono partiti da piazza XX Settembre con l'obiettivo
dichiarato di attraversare il centro della citta' ed andare a protestare
davanti alla sede di Unindustria. "Abbiamo fatto un errore, abbiamo fatto
scioperare troppi lavoratori del trasporto pubblico locale - dice lo speaker
dal sound system, che parla di una partecipazione di non meno di duemila
persone- e molti manifestanti non sono riusciti ad arrivare, altrimenti saremmo
il doppio o il triplo". Come annunciato nei giorni scorsi, partecipano
alla manifestazione i consiglieri comunali Massimo Bugani e Marco Piazza del
M5s. Un corteo "unitario", dove non ci sono gli altri sindacati
"ma ci sono lavoratori, precari, disoccupati, studenti e occupanti di
case". Arrivando in via Rizzoli da via Indipendenza, una delegazione si è
staccata del corteo per deporre la corona di fiori sotto il sacrario dei caduti
partigiani in piazza Nettuno, con scritto "Antifascisti sempre".
A Napoli
Con in testa un lungo striscione di protesta contro l'abolizione dell'articolo
18, il lavoro precario e il governo Renzi, il corteoo è partito da piazza
Mancini. L’iniziativa ha visto anche la partecipazione dei precari Bros, dei
disoccupati organizzati di Giugliano e Casoria e di Rifondazione Comunista.
Alcune migliaia di persone che hanno scandito slogan contro il governo, la
precarieta', il jobs act. Slogan di protesta anche all'indirizzo delle altre
sigle sindacali, in particolare alla Cgil e al segretario Susanna Camusso.
A Genova il corteo aperto dallo striscione "LICENZIAMO RENZI" è stato
di poco meno di un migliaio di persone. Il corteo è partito dal
centro per l'impiego per sottolineare la vergogna della riforma del lavoro di
Renzi ed ha sostato poi sotto la sede dell'Inps "per ricordare la
violenza e l'ingiustizia della riforma delle pensioni e il tentativo di
furto del TFR da parte di Renzi". Quindi all'Agenzia delle Entrate
per sottolineare l'enormità dell'evasione fiscale mai combattuta se non a
chiacchiere. Infine il corteo si è concluso sotto la sede di CONFINDUSTRIA
"unica e vera beneficiaria delle riforme di Renzi".
Da Imperia a La Spezia nel corteo erano presenti lavoratori di moltissime
categorie del pubblico e del privato. Autisti e lavoratori
dell'aeroporto, infermieri, impiegati pubblici, lavoratori dell'igiene
ambientale, vv.ff., guardie giurate, precari e dipendenti di cooperative tutti
insieme "per dire basta alle politiche violentemente antipopolari del
governo Renzi burattino bugiardo manovrato dalla UE".
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Di seguito alcune foto del corteo che si è svolto a Genova , fatte dal compagno Silvano Ceccoli del Circolo Culturale Proletario.










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